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GLICEMIA E ALIMENTAZIONE


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La glicemia è la quantità di glucosio disciolta nel sangue, è in altre parole lo zucchero che fa da vera e propria benzina per il nostro organismo, fornendo energia ai vari organi del corpo: il cervello e il sistema nervoso in primis, ma anche il cuore, i muscoli, i polmoni, il fegato, etc.

 

Come arriva il glucosio nel nostro organismo?

I carboidrati che ingeriamo durante il pasto vengono digeriti e trasformati in glucosio dal nostro apparato gastrointestinale. A questo punto entra in gioco il pancreas, il quale, stimolato dalla presenza dell'aumentata concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia), si attiva per produrre l’ormone “insulina”, la cui funzione è proprio quella di garantire l’utilizzo del glucosio a tutte le cellule dell’organismo. L’insulina è definita anche “ormone dell’abbondanza” per il suo ruolo di gestione delle risorse energetiche, essa infatti stimola la conservazione del glucosio in eccesso sotto forma di grassi, e in particolare di trigliceridi, all’interno del tessuto adiposo (lipogenesi) e allo stesso tempo inibisce la mobilizzazione dei grassi dai depositi adiposi (lipolisi), quando la disponibilità di abbondante glucosio rende inutile l’utilizzo delle riserve energetiche.

 

Quindi mangiare carboidrati fa male?

Assolutamente no, anzi.

Nelle situazioni opposte, cioè quando il glucosio nel sangue scarseggia (ipoglicemia), l'organismo interviene in maniera diametralmente opposta, riducendo la secrezione di insulina ed aumentando quella degli ormoni iperglicemizzanti, come il glucagone ed i glucocorticoidi. Si viene così a creare un fine meccanismo di controllo dei livelli glicemici, che diminuiscono nel digiuno prolungato (ipoglicemia) ed aumentano dopo un pasto abbondante (iperglicemia). Quando qualcosa in questo meccanismo omeostatico si rompe, il controllo glicemico risulta deficitario e l'eccesso o il difetto di glucosio determinano una serie di problemi all'organismo.

 

Come bisogna comportarsi allora?

È importante assumere un corretto quantitativo di carboidrati, soprattutto nella prima parte della giornata, per poter fornire la giusta dose di “benzina” al nostro organismo. La quantità corretta va calcolata in base alla propria costituzione, ritmi di vita e attività da svolgere durante la giornata. Se vi sembra di non riuscire a stabilire in autonomia una bilanciata dieta alimentare potrete rivolgervi al vostro nutrizionista di fiducia per dei consigli mirati.

Per gustarsi un buon primo piatto è sempre preferibile scegliere il chicco intero del cereale rispetto ai prodotti raffinati (quali pasta o riso bianco) in quanto riserva diversi vantaggi dal punto di vista nutrizionale. Il cereale integrale mantiene intatta la sua parte di fibra e micronutrienti, quali antiossidanti, vitamine, minerali, nonché la parte proteica, in modo da renderlo un alimento perfettamente bilanciato. 

Inoltre, per favorire una corretta assimilazione degli zuccheri è indispensabile affiancare un ampio apporto di vitamine e sali minerali, che troviamo nelle verdure, alcune in particolare, grazie alla loro ricca presenza di fibre, aiutano ad abbassare il picco glicemico del pasto. Un trucco è quindi di iniziare il pasto con un mix di verdure crude ad alto contenuto di fibre, come ad esempio finocchi, carote, carciofi (ottimi anche mangiati crudi, tagliati finimente e conditi con del limone), funghi champignon e radicchio.

Infine si consiglia di utilizzare le verdure anche per condire il nostro primo piatto, che, al posto dei sughi pronti, renderanno il piatto colorato, gustoso e facilmente digeribile.

A questo proposito, al link di seguito trovate la ricetta per una lasagna vegetale deliziosa.

https://erboristeriailgermoglio.it/blog/122/lasagnetta-con-cavolo-nero-porro-e-formaggio-latteria

 

Chiara Vivan

esperta in erboristeria ed alimentazione